ATM Protocol Stack
Roberto Bifulco — Wed, 10/22/2008 - 19:23
Figure 37: ATM Stack
Il livello di adattamento serve a rendere possibile il passaggio dei protocolli applicativi sulle celle ATM. Viene dunque definito un particolare meccanismo per ogni tipologia di applicazione, in modo da rendere possibile la traduzione del formato dati del livello applicazione, generalmente formato da pacchetti anche di dimensione considerevole, nel formato delle celle, che devono contenere al massimo 48 byte di payload. Questa traduzione non è altro dunque che l'introduzione di un meccanismo di segmentation&reassemblyal di sopra delle celle ATM.
In realtà lo stack protocollare ATM è ben più complesso. Possiamo immaginarlo come formato da più piani che interagiscono fra loro per fornire il servizio di comunicazione. In questo ATM differisce sostanzialmente dal paradigma IP, dove per la risoluzioni di particolari problemi si introducono nuovi protocolli. ATM, infatti, ha un approccio monolitico, facendosi carico della gestione di tutte le operazioni per realizzare la comunicazione.
Figure 38: The ATM Stack in details
In realtà anche la parte fisica deve essere opportunamente modificata per “parlare” con ATM. Inoltre, per quanto sarebbe possibile immaginare che gli switch supportino solo fino al livello ATM, in realtà anch'essi hanno l'ATM adaptation layer (AAL) e il livello applicazioni per gestire le applicazioni di network management.
Come è facile vedere ATM non corrisponde esattamente allo stack OSI, poiché è come se mancasse il livello di rete. In realtà ATM ingloba in se sia il livello link che quello rete, poiché gestisce anche funzioni di coordinamento globale come la scelta dei link e la traduzione degli identificatori locali. Inoltre l'AAL introduce anche alcune caratteristiche dei livelli OSI 4,5,7 rendendo difficoltosa la separazione di alcune funzioni per operare efficientemente l'internetworking.
Figure 39: ATM layers in details 2
Come abbiamo detto, ATM deve adattarsi anche al livello fisico sottostante, per farlo si adopera un apposito sublayer del protocollo, detto Physical Medium Dependent (PMD) che ha appunto il compito di definire la velocità con cui è possibile trasferire celle ATM sul link fisico sottostante. Inoltre è presente anche un sublayer Transmission Convergence che prepara le celle ATM per la trasmissione sul link fisico.
Il livello ATM (come presentato in Figure 39) è il vero cuore del sistema, poiché si occupa della comunicazione end-to-end e del cell switching. Va sottolineato che dato l'approccio orientato alla connessione, le celle vengono consegnate a destinazione nello stesso ordine di invio. Inoltre, come si è potuto appurare, non ci sono meccanismi per il flow control o l'error control fra gli hop, ma solo a livello degli end-point, questo poiché le probabilità di errore o di perdita dei pacchetti sono remote. Tuttavia, in caso di problemi, si fa affidamento sui protocolli di livello superiore, come potrebbe essere TCP, per il recupero dei dati persi. Da notare che questo corrisponde al reinvio di un gran numero di celle ATM, poiché si deve ritrasferire un'intera PDU (protocol data unit) TCP.

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