II.5.2Differentiated Services (DiffServ)
Roberto Bifulco — Fri, 10/17/2008 - 22:39
Per risolvere i problemi principali legati a IntServ, ossia la necessità di mantenere uno stato per ogni flusso nei router e le problematiche legate al protocollo di signaling, è stato introdotto questo ulteriore modello: DiffServ.
L'approccio adoperato è quello di introdurre la QoS gradualmente nelle reti IP. In particolare, con DiffServ non è necessario alcun protocollo di signaling e per individuare la classe di traffico cui appartiene un determinato pacchetto si è abbandonata l'idea di gestire flussi a favore della gestione di aggregati di flussi. Per semplificare l'identificazione dell'aggregato cui appartiene un pacchetto, si è deciso che ad indicare a quale aggregato appartiene sia il pacchetto stesso. Sempre per non incidere sull'attuale architettura di rete, per questa informazione è stato ridefinito il valore del campo TOS dell'attuale header IP, che non è stato mai usato nella sua accezione originaria. Tale campo prende adesso il nome di DSCP (Differentiated Service Code Point) ed indica a quale aggregato (classe di servizio) appartiene il pacchetto.
Quando un router che supporta DiffServ ottiene un pacchetto provvede dunque a controllare il campo DSCP dell'header per verificare come trattare tale pacchetto.
Chiaramente va chiarito chi provvede a impostare il campo DSCP del pacchetto. A tale scopo nell'architettura DiffServ si prevedono due tipi di router:
Edge Router: sono i router di ingresso ad una rete che gestisce la QoS tramite DiffServ. Questi router hanno il compito di negoziare con i loro client il servizio che verrà fornito ai pacchetti da loro generati all'interno della rete con DiffServ. Questa negoziazione può avvenire manualmente ed una tantum, ad esempio se un ISP fornisce ad un cliente un servizio di alta qualità per tutto il traffico da lui generato, oppure può essere gestita per via automatica tramite un opportuno protocollo di signaling. Una volta stabilito il servizio che devono ottenere i pacchetti, il router provvede ad impostare il loro campo DSCP;
Interior Router: sono i router interni alla rete che adopera DiffServ. Questi router devono semplicemente controllare il campo DSCP dei pacchetti in transito e trattarli di conseguenza.
DiffServ presenta dunque un modello estremamente semplice nella gestione dell'interno della rete, poiché gli interior router sono praticamente stateless e devono semplicemente gestire opportunamente i pacchetti per fornire la QoS opportuna.
Quale gestione applicare al pacchetto, come detto, è definito dal campo DSCP, il meccanismo di gestione vero e proprio viene detto per-hop behavior (PHB). Ad ogni valore DSCP corrisponde un particolare PHB che deve essere applicato al pacchetto. La definizione PHB è fatta in base a due specifiche expedited forwarding (EF) e assured forwarding (AF). Ad ogni pacchetto vengono impostati i comportamenti PHB, combinando le specifiche EF ed AF, tramite l'opportuno settaggio del DSCP.

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