QoS problems
Roberto Bifulco — Fri, 01/25/2008 - 09:57
Se consideriamo la rete best effort, lo schedulatore nei router seleziona i pacchetti secondo una logica FIFO, in cui le prestazioni assegnate ad un flusso sono convolute con l'arrivo di pacchetti dagli altri flussi (Questo perché si allunga la coda nello schedulatore e i pacchetti permangono più a lungo in tale coda). Da questo risulta chiaro che non si può ottenere QoS se si ha un accesso libero per tutti e che si rende necessario definire una politica di scheduling che tenga conto delle diverse priorità di trattamento dei pacchetti, ossia che isoli il trattamento di alcuni flussi dal traffico dal restante traffico.
Sostanzialmente il problema con cui ci si scontra è che non si può violare la legge della conservazione di Kleinrock, ossia che il lavoro fornito da una macchina è sempre costante, dunque, per trattare “meglio” qualcuno, è necessario trattare “peggio” qualcun altro. Un approccio possibile è quello, ad esempio, di riservare un certo numero di risorse per i servizi premium. Per queste ragioni si comprende come un meccanismo di routing standard non può essere utilizzato, ma si rende necessario quanto meno l'utilizzo di protocolli che garantiscano una gestione distribuita delle risorse.
Ci sono due differenti piani su cui agire per garantire la QoS:
Control Plane: Si opera su meccanismi di signaling, controlli di ammissione alla rete e contratti di accesso, traffic engineering;
Data Plane: Sono i dati in questo caso ad essere trattati per garantire la QoS, si adoperano dunque meccanismi di condizionamento e classificazione del traffico, scheduling, gestione delle code.
Per fornire la QoS si devono considerare una serie di aspetti:
Specifica del servizio premium, dato che su di una connessione dati non è possibile fare previsioni sulla quantità e sul tipo di traffico (service level agreement);
Definizione delle risorse necessarie(adminssion control, provisioning);
Garantire che le risorse riservate permettano comunque un utilizzo della rete nel migliore dei modi, permettendo dunque load balancing, gestione flessibile del traffico dal punto di vista degli aggregati e dei percorsi (QoS routing, traffic engineering);
Gestire le risorse in ambito distribuito (Signaling, provisioning, policy);
Gestione del traffico all'interno della rete (Traffic shaping, classification, scheduling);
Valutazione della qualità, dell'appartenenza e della tariffazione dei servizi (Network management, accounting, billing, pricing).
A questi aspetti prettamente legati alla QoS “pura” si aggiungono problemi di aggiornamento delle attuali reti perché supportino la QoS. Per questa problematica si adopera l'approccio di disaccoppiare l'evoluzione degli end-system da quella della rete.
Si sviluppano dunque protocolli end-to-end (RTP, H.323, ecc.) per seguire la crescita delle applicazioni multimediali, assumendo che sfruttino un servizio sia best-effort che better-than-best-effort. Allo stesso tempo si lavora per realizzare protocolli di rete (IntServ, DiffServ, RSVP, MPLS, ecc.) per supportare better-than-best-effort a livello di rete.

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